Castello di Arquà Polesine, 5 settembre 2026
Il Premio
Il Premio “Raìse”, giunto alla XXXIII edizione, rappresenta da oltre trent’anni un appuntamento culturale di grande rilievo per il Polesine e per tutto il Veneto. Nato nel 1992 da un’intuizione dell’ingegnere arquatese Giuseppe Schiesaro, emigrato in America, e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Arquà Polesine, il concorso valorizza la lingua dialettale veneta e la mantiene viva attraverso poesia, prosa, teatro e testimonianze dei Veneti nel mondo.
Un ponte tra passate e futuro
Il dialetto, infatti, non è solo memoria o nostalgia, ma linguaggio autentico della vita quotidiana, capace di esprimere emozioni, esperienze e radici profonde. Da Pasolini a Zanzotto, da Fellini a tanti poeti contemporanei, il richiamo alla lingua popolare ha sempre avuto un ruolo centrale nella nostra cultura.
In questo spirito il Premio “Raìse” continua a essere ponte tra passato e futuro, mantenendo vivo quel legame che unisce i veneti di oggi, anche lontani, alla loro terra d’origine.
La cerimonia di premiazione
L’edizione 2026 si è aperta ad autori, associazioni e scuole, non solo del territorio ma anche delle comunità venete all’estero. I testi premiati confluiranno in un volume distribuito gratuitamente ai partecipanti, alle biblioteche del Triveneto e ai centri culturali italiani ed esteri, sia in formato cartaceo che digitale.
La cerimonia di premiazione avverrà sabato 5 settembre 2026 al Castello di Arquà Polesine e sarà aperta, come da tradizione, alle ore 16:45 dai Musici e Sbandieratori di Arquà, campioni d’Italia giovanili, e dal gruppo storico “Palio de Arquata” in costumi trecenteschi.
Alle 17 si terrà la consegna dei riconoscimenti ai vincitori delle diverse sezioni: Poesia, Prosa e Teatro e della sezione “Veneti nel mondo”. I premi consistono in opere di artisti e laboratori d’arte locali, valorizzando ulteriormente il patromonio del territorio.
La Giuria
La Giuria del Premio è composta da Ivo Prandin (Presidente onorario), Natalia Gennari Periotto (Presidente), Fulvio Capostagno, Antonio Gardin, Gabriella Monesi, Enrico Zerbinati e Alberta Silvestri Manpreso; Luigi Carlesso, Segretario.
L’indagine diventa un bando per laureandi
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