Menzione speciale del Premio Zeus 2026 a Camilla Ferrari e Alberto Gambato per il progetto “Diari di Scavo”. Il riconoscimento internazionale, che celebra le eccellenze nel campo dell’archeologia, ha premiato i due autori rodigini per l’eccezionale valore comunicativo e di innovazione nel racconto del patrimonio culturale con il progetto “Diari di Scavo”, ideato dal Museo dei Grandi Fiumi e realizzato con il sostegno di Fondazione Rovigo Cultura e Fondazione Banca del Monte di Rovigo.
Premio Internazionale di Archeologia della Città di Ugento
A Ugento (LE) in occasione della cerimonia conclusiva del Premio Zeus 2026 (Premio Internazionale di Archeologia della Città di Ugento), tenutasi nella serata del 12 settembre nella suggestiva cornice salentina, Camilla Ferrari e Alberto Gambato hanno ricevuto una prestigiosa Menzione Speciale per l’attività di divulgazione archeologica grazie ai cinque piccoli documentari realizzati per il progetto “Diari di Scavo“.
Il Premio Zeus, nato nel 2005 per valorizzare personalità internazionali che si distinguono nella tutela, nella ricerca e nella promozione del patrimonio storico-archeologico in collaborazione con il MArTA (Museo Archeologico Nazionale di Taranto), ha puntato i riflettori su un’opera capace di gettare un ponte tra la comunità scientifica e il grande pubblico, per la spiccata capacità di Ferrari e Gambato di tradurre il rigore della ricerca archeologica sul campo in un linguaggio avvincente e contemporaneo, valorizzando il lavoro degli archeologi e restituendo centralità alle storie umane dietro ogni reperto.
La sperimentazione di un un liguaggio vivo per raccontare l’archeologia
I cinque documentari di Diari di Scavo sono stati premiati da un Comitato Scientifico di assoluto prestigio, che unisce i vertici del MArTA, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brindisi e Lecce, della Direzione Regionale Musei Nazionali della Puglia, di Federculture e della Fondazione Museo Civico di Rovereto.
“Ricevere questa Menzione Speciale è una gratificazione per la ricerca e la sperimentazione nel linguaggio che abbiamo deciso di adottare per Diari di Scavo” – hanno dichiarato Ferrari e Gambato a margine della premiazione.
L’archeologia come racconto vivo del Polesine
“Diari di Scavo dimostra che l’archeologia è racconto vivo, collettivo e profondamente connesso con il presente di un Polesine che è incorretto considerare un luogo marginale. Questo riconoscimento, che non sarebbe stato possibile senza l’iniziativa del Museo dei Grandi Fiumi, il sostegno di Fondazione Rovigo Cultura, Fondazione Banca del Monte di Rovigo e va dedicato a studiosi, professionisti e ricercatori – polesani e non – che da decenni operano nei cantieri archeologici, nei musei e nelle occasioni di valorizzazione di questo patrimonio, per restituire memoria al nostro futuro”.
La motivazione per l'”Attività divulgativa archeologica”
Questa è la motivazione della menzione speciale attribuita per l'”Attività divulgativa archeologica” ai video “Diari di Scavo”.
Il premio viene attribuito per i cinque cortometraggi archeologici sul Polesine (“Diari di Scavo”, per un progetto del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo insieme a Fondazione Rovigo Cultura e Fondazione Banca del Monte di Rovigo). I due registi hanno realizzato questi corti raggiungendo lo scopo di far conoscere cinque siti archeologici del Polesine afferenti a periodi molto diversi tra loro. Da premiare il carattere innovativo del format scelto: per ogni documentario viene data la parola a un reperto archeologico, usato come pretesto per raccontare la storia del sito in cui è stato rinvenuto. Molto interessante anche la modalità narrativa, evocativa e coinvolgente, e la scelta delle voci narranti, prestate da attrici e attori del territorio. Il tutto garantendo un rigore storico grazie anche ai brevi interventi degli esperti che hanno condotto le ricerche.



