Donne operate al seno della provincia di Rovigo

Il progetto

Donne operate al seno della provincia di Rovigo accompagna alla riabilitazione le donne che hanno subito l’intervento di tumore mammario. E’ proposto dall’associazione di volontariato Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori LILT di Rovigo, elaborato in collaborazione con l’equipe di Chirurgia Senologia dell’AULSS 5 Polesana e realizzato con il fondamentale sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo.

La riabilitazione, una fase molto delicata

Il progetto prende in considerazione la delicata fase postoperatoria per la donna che ha subito un intervento di rimozione di una porzione di mammella e la mastectomia. Il recupero varia da persona a persona ma generalmente richiede diverso tempo poiché si tratta di elaborare la malattia e le alterazioni corporee conseguenti all’intervento. Le iniziative volte al recupero delle funzionalità fisica e psicologica sono di essenziale supporto e devono essere tempestivamente e strettamente combinate. In quest’ottica il progetto mira pertanto a fornire alcuni strumenti e si articola in diverse azioni: pubblicazione e consegna di un opuscolo-guida alle pazienti al momento della dimissione postoperatoria; incontro gratuito con fisioterapista; fornitura all’Unità di Chirurgia Senologica della AULSS 5 Polesana di nuove tecnologie in luogo della protesizzazione dell’areola-capezzolo.

Gli strumenti

Una delle prime azioni è la distribuzione della guida stampata, ma reperibile anche on line sul sito https://www.legatumorirovigo.it/, con consigli utili su esercizi da eseguire (postura, respirazione, rilassamento), avvertimenti su possibili reazioni, come trattare la ferita, indicazioni su corretti comportamenti per la prevenzione del linfodema.
Un’ulteriore attività messa a disposizione è un incontro, a piccoli gruppi, con una fisioterapista specializzata durante il quale le donne possono trovare molte risposte in merito a diverse questioni che riguardano l’arto operato, per esempio l’igiene dello stesso e della cicatrice, il rinforzo muscolare e, in generale, partecipare ad attività di formazione e di educazione per la promozione della salute.
Il decorso postoperatorio inoltre viene agevolato con la fornitura alle pazienti di un reggiseno post-chirurgico per un ottimale risultato estetico e funzionale.

La ricostruzione

Fondamentale è la possibilità di ricostruire il capezzolo utilizzando dispositivi innovativi con evidenti vantaggi in termini di beneficio psicologico per le pazienti. Tale dispositivo evita infatti
la sofferenza psichica dovuta alla menomazione subita e la sofferenza fisica dovuta alla necessità di eseguire un secondo intervento per la ricostruzione chirurgica.
“Quando abbiamo iniziato il progetto nel 2024, oltre al servizio di fisioterapia, LILT forniva protesi del capezzolo da utilizzare durante la ricostruzione post intervento. A distanza di due anni si è progressivamente tralasciata la protesizzazione dell’area areola-capezzolo per una duplice motivazione. In primis l’applicazione di una nuova tecnica chirurgica che riesce a costruire una struttura simile al capezzolo utilizzando i tessuti della paziente stessa e che si è dimostrata efficace e meglio tollerabile, raggiungendo oggi apprezzabili risultati estetici in un unico atto operatorio, tanto da risultare più accettabile rispetto all’uso delle protesi. Grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo ci stiamo inoltre organizzando anche per la fornitura di reggiseni, indispensabile nella fase post intervento, con negozi ortopedici nel territorio del comune di Rovigo” dichiara la presidente LILT Rovigo Maria Iside Bruschi.

Le motivazioni della Fondazione Banca del Monte di Rovigo

“La Fondazione Banca del Monte di Rovigo è vicina ad iniziative che mirano a promuovere stili di vita e di sostegno alla ripresa rivolte a persone colpite da problemi oncologici per offrire miglioramenti dal punto di vista clinico, psicologico e fisico. La dignità dell’esistenza e la qualità
della cura sono diritti di tutti ed in particolar modo va incoraggiato e supportato chi attraversa momenti difficili se non traumatici.
Ringrazio l’associazione LILT che da sempre si attiva a favore di queste persone. La Fondazione, intervenendo in questo progetto, assicura il proprio contributo ed inoltre intende dare riconoscimento a tutte quelle realtà che, accanto alle istituzioni, offrono ed integrano il supporto ai pazienti e ai cittadini a dimostrazione dell’efficacia dell’impegno e dell’importanza del volontariato>> conclude il presidente Giorgio Lazzarini.

Il progetto sarà presentato durante la giornata celebrativa del 60° di LILT il prossimo 28 marzo alle ore 17:30 in Sala degli Arazzi di Palazzo Roncale.

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