Una mostra, e non solo, dedicata all’Acqua, raccontata nel mito, nella storia e nella cultura popolare e caratterizzata da approfondimenti specifici mirati a ripercorrere la dinamica del rapporto uomo-fiume nel contesto del Polesine degli ultimi cinque secoli.
L’acqua è vita, risorsa, minaccia. Da sempre accompagna la storia degli uomini attraversandone racconti, paure, speranze. Nel Polesine, terra racchiusa tra l’Adige e il Po, il rapporto con l’acqua ha assunto una dimensione ancora più profonda: fiumi, canali, bonifiche e alluvioni hanno modellato il paesaggio e condizionato il modo di abitare, lavorare, raccontare il territorio.
“Cronache delle acque” nasce per esplorare questo rapporto attraverso mappe, libri, fotografie, documenti, immagini, intrecciando storia locale e orizzonto più ampi. Un percorso che dalla mitologia arriva alla cultura popolare, dalla cartografia antica alla fotografia, per raccontare come l’acqua sia stata rappresentata e vissuta nel corso del tempo.
Il titolo richiama Gian Antonio Cibotto e le sue “Cronache dell’Alluvione”, dedicate alla grande rotta del Po del 1951, evento che segnò profondamente il Polesine e la memoria collettiva dei suoi abitanti. La mostra torna così a interrogare il rapporto tra uomo e fiume, seguendone le tracce attraverso cinque secoli di storia e cultura.
Il progetto Cronache delle Acque si articola in una doppia mostra alla Cittadella della Cultura di Lendinara e al Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo. E’ preso in esame il repertorio mitologico, affiancato da documenti che ripercorrono eventi e storie legati alle acque in Polesine, facendoli dialogare anche in orizzonti geografici più ampi. Un’iniziativa che vuole essere di stimolo allo studio e alla conoscenza della storia ed etnografia locale, oltre che alla presa di coscienza della particolare conformazione del territorio polesano percorso dai due principali fiumi del nostro Paese e che reca le tracce di antichi cambiamenti idrografici sia naturali sia artificiali.
La parte iniziale è dedicata alle rappresentazioni delle acque sia nella mitologia classica che nel racconto biblico, fino all’iconografia della prima modernità. Il percorso prosegue con un’ampia sezione cartografica dal Cinquecento all’Ottocento, riguardante il Polesine, le aree ad esso confinanti ma anche con aperture ad alcuni fiumi europei come il Reno e il Danubio. Alle antiche mappe seguono immagini fotografiche datate tra Ottocento e Novecento relative a vedute dei fiumi Adige e Adigetto conservate negli archivi fotografici della Cittadella della Cultura. Lo stesso istituto affianca al materiale a stampa, soprattutto proveniente della collezione di Mihran Tchaprassian, una selezione di volumi della propria collezione libraria individuati per l’interesse dei loro apparati cartografici o per i contenuti collegati ai temi delle bonifiche e degli eventi alluvionali che hanno segnato la storia polesana degli ultimi secoli. Un’ulteriore sezione propone, a cura di Andrea Tincani, un’antologia di scene in grado di ricostruire le modalità con cui il cinema ha raccontato i fiumi e gli eventi ad essi legati.
Nel corso della mostra sono proposti due eventi di proiezione cinematografica, uno per
ciascuna delle due sedi espositive. Visite didattiche mirate sono disponibili per gli istituti scolastici del territorio.
In considerazione del motivo conduttore della mostra, ovvero il rapporto uomo-fiume con una
precisa focalizzazione nel contesto polesano, in sala Flumina del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, a cura di Chiara Vallini, conservatore del Museo, viene allestito un nucleo tematico di materiale cartografico. Ciò consente di stabilire una connessione della mostra con il percorso di visita permanente del medesimo Museo, individuando tappe e oggetti archeologici contrassegnati graficamente così da individuare un itinerario tematico temporaneo collegato con i temi di “Cronache delle Acque”, azioni che evidenziano il riferimento museale sui temi toccati dal progetto espositivo.
L’idea espositiva è nata da un confronto tra Nicola Gasparetto, direttore della Biblioteca Civica G.B. Baccari di Lendinara, lo studioso e collezionista Mihran Tchaprassian ed Andrea Tincani, esperto di cinema. Realizzata in collaborazione con Comune di Lendinara, Palazzo Boldrin-Cittadella della Cultura, Comune di Rovigo e Museo dei Grandi Fiumi, con il sostegno di Fondazione Banca del Monte di Rovigo, il patrocinio di Arci Rovigo, Circolo Arci G. Cavazzini, Sistema Museale Provinciale, Sistema Bibliotecario Provinciale, aqua:lab. Catalogo della mostra edito da Apogeo.
Inaugurazione in Cittadella della Cultura di Lendinara venerdì 16 ottobre alle ore 18.
Presentazione dei temi della mostra al Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo sabato 17 ottobre alle ore 10.
Orari di apertura
-Cittadella della Cultura, via G.B. Conti, 30 – Lendinara: dal martedì al venerdì 9:30-13 / 15-18 |sabato 9-13
-Museo dei Grandi Fiumi, piazzale S. Bartolomeo, 18 – Rovigo: dal martedì al giovedì: 10-13 | dal venerdì alla domenica: 10-13 / 15-18
Info: iat@comune.lendinara.ro.it | Telefono: 0425 605668